venerdì 30 ottobre 2009

Zinnocentrismo

Accendi un canale qualunque della televisione e cosa ti trovi davanti?
Un bel paio di tonde e sode rosee zinne...
Cambi canale, non perché tu sia rimasto sconvolto da questa visione, ma piuttosto perché cercavi altro da guardare (oltre le zinne)... altre zinne...

Qui un paio di cosce, là una pubblicità di tre gnocche seminude, lì un tolksciò con contorno di ballerine sgambate con costumi da spiaggia in Dicembre, il premier che pratica la zinnocrazia.
Sono l'ultimo a pensare che l'anatomia femminile sia una cosa brutta guardare, ma in questa nostra società incasinata e con gli enormi problemi che la affliggono mi viene ingenuamente da pensare che il bombardamento mediatico di tette di questi ultimi anni sia una bella trovata per fare in modo che la gente, appunto NON ci pensi (ai problemi).

Come nella miglior tradizione bellica romana (Cesare docet) o nel più machiavellico dei piani, se distogli l'attenzione dai problemi il popolo non farà altro che adattarsi e andare avanti nelle situazioni più disastrose. E' come mettere i paraocchi ai cavalli: non vedono pericolo e vanno avanti a correre anche fosse sul ciglio di un burrone.
Oggi di distrazioni, poi, ne abbiamo in quantità esorbitante: tra reality show, l'iphone, ipod, internet, youtube, facebook, tv, radio, giornali, porno, spettacoli, calcio, droghe, alcool, eQuiMiFermoPerNonDarviAltreIdeeAncheSeNeAvrei... tutto questo contribuisce ad ammazzare totalmente il raziocinio e la coscienza già vacillante dei cittadini ditaglia.

Lo zinnocentrismo ha delle varianti:
  • la variante parlata, di chi critica lo zinnocentrismo e poi lo pratica;
  • la variante praticata, di chi parla dello zinnocentrismo e lo pratica;
  • e la variante pragmatica, non lo sostengo, non lo critico, ma "Finché c'è viva il re."
Non credo che ci si possa smuovere da questa situazione con critiche costruttive, qui la questione è più subdola e intima, gioca con l'ancestrale attrazione sessuale dell'uomo maiale per la donna troia, dell'uomo per la donna, del bimbo per la mamma.

Fondamentalmente sfruttare questa debolezza umana (radicatissima nel nostro popolo: umano, umanista ed emotivo) è da gran figli di puttana, e i signori delle televisioni ci ricamano sopra perché ovviamente ne hanno un ritorno economico... e chiamali scemi.

Il concetto qui non è: se il mercato mi segue perché non devo dargli ciò che vuole? Qui il concetto è più di scelta: IO utente voglio poter scegliere tra le tette e un programma culturale e voglio anche potermi godere un cazzo di programma a sfida senza dovermi subire le letterine/veline/cappuccine di turno.
Questo dovrebbe valere per ogni televisione e gruppo: Rai, Mediaset, TMC (La 7 e MTV)

Sfortunatamente l'imbarbarimento televisivo non conosce confini, allora personalmente preferisco cercare conforto nella libertà di scelta che mi offre youtube, provo a fuggire dall'idiozia imperante ed andarmi a cercare un video intelligente da guardare o che mi dica qualcosa, che mi insegni... e già cercarlo mi rende centro attivo della fruizione dell'informazione e non passivo recettore, pigro sacco da box per cazzotti televisivi.

Spero che altre coscienze, sempre più spesso, entrino in questo maggico mondo e trovino delle novità allettanti ma intelligenti per sé stesse, che le aiutino a crescere: il buono del mare magnum di internet è che se cerchi trovi, il cattivo è che talvolta le cose sbagliate trovano te.

Scripsi.



sabato 24 ottobre 2009

Alzo zero.

Ecco qua il nuovo blog,
perché "nuovo" diranno alcuni dei miei 0 lettori?
Perché sarà almeno il 4° o il 5° che provo a creare e spero di farlo con un po' più di successo stavolta, visto che le ultime non sono andate proprio come pensavo.

Cosa non va nella creazione di un blog? Quando non si sa cosa scrivere o si pensa di voler fare sempre tutto da soli alla fine non si combina mai un cazzo.
Questa volta provo un approccio diverso, siccome sono in una fase di rianalisi pesante di tutto quello che mi sta intorno, a partire da me stesso, ho deciso di affidarmi ad una piattaforma di blogging esistente e comoda da usare. Non voglio sprecare minuti inutili a creare qualcosa che mi impegherebbe più tempo di quello che ho.

Il tempo non te lo rende nessuno, a cancellare un blog su blogger ci vogliono cinque minuti.

Ma cambiando argomento ed entrando nel tema di questa serata...

Oggi è giovedì, in onore a giove, signore della giustizia, voglio far presente a tutti quei politicanti, farabutti, incriminati per vari motivi, che farebbero meglio a fare un favore a tutta la nazione e andarsi a costituire. La politica in questo povero paese è uno schifo di corruzione, merda e tendenze mafiose, non ci sono candidati validi né da una parte né dall'altra, non ci servono pure i condannati in parlamento, levatevi di mezzo per mantenere quel poco di dignità che vi è rimasta. Un po' come ha fatto il signor Marrazzo in questi ultimi giorni, ottima scelta, ha riconosciuto di aver sbagliato e se ne è andato, bella mossa, attendo che altri seguano l'esempio.

In questi giorni di politica e scandali si è parlato molto sulle pagine di tutti i giornali, ma voglio citare Severgnini del Corriere: "L'Italia è bella, ma immobile." il testo del suo intervento è sul corriere di oggi, qui: http://www.corriere.it/solferino/severgnini/
Questo signore, giornalista di fama e di buona esperienza, ha perfettamente ragione, questo paese è una macchina rotta a bordo strada e noi guidatori siamo intorno al cadavere di metallo, a guardarlo, e non chiamiamo nessun carro attrezzi, ci lagnamo solo del fatto che la macchina si sia fermata.

Italiani: "Adunata!"
Usate quel poco di cervello che ancora avete non condizionato da Grande Fratello e reality show e incazzatevi un po' di più, poi quella rabbia mettetela a frutto così: cambiando modo di fare e di pensare, non votando ma riunendo le idee: "Che cosa dobbiamo fare perché sto paese funzioni?"

Mi ritiro ora, ho gettato un po' di bile, non sarà sempre così, ma non sopporto più l'opportunismo e l'immobilismo del bel paese, in pratica mi sono un po' rotto, parlarne, chi lo sa, potrà aiutare me e altri, d'altronde: il dialogo è fonte di evoluzione.