sabato 12 dicembre 2009

Piccolo Fratello

Ho appena concluso di leggere un bel libro di "fanta"scienza scritto da un autore forse poco conosciuto in Italia: Cory Doctorow, ma conosciutissimo nel resto del mondo e definito una delle personalità più influenti del Web (per ulteriori info: http://en.wikipedia.org/wiki/Cory_Doctorow), ma andiamo con ordine.
Perché ho messo fanta tra virgolette? Perché la situazione narrata in "Little Brother" (titolo originale) potrebbe effettivamente verificarsi negli Stati Uniti di oggi e di domani, dico Stati Uniti e non nel Mondo perché credo che sia, almeno in Italia, abbastanza impossibile.
Il titolo con cui è uscito in Italia questo libro è "X" edito da Newton Compton, probabilmente tradurre letteralmente il titolo in "Piccolo Fratello" ancorché adeguato (in opposizione al Grande Fratello di 1984 di Orwell) avrebbe ricordato troppo quello schifo che si vede in televisione ogni giorno da 10 anni (!!!dieci anni!!!) e quindi molti avrebbero pensato a qualcosa di diverso da ciò che è contenuto nel libro... Non di meno, avessi avuto io la possibilità di tradurre il titolo, lo avrei comunque reso così, e chi non sa chi sia il vero Grande Fratello vada a farsi un po' di cultura, che non fa mai male.
Ordunque, la situazione che viene narrata in questo romanzo è un'america in cui la città di San Francisco viene colpita da un attentato terroristico terribile, e in seguito a questo gli USA decidono di stringere ancora più il cappio con un secondo Patriot Act che impone videocontrollo ovunque (perfino nelle classi di scuola), frequenti interrogatori a chiunque passi per strada, controllo degli spostamenti sui mezzi pubblici, sui ponti, sulle strade... ecc ecc
In mezzo a questo bailamme un giovane hacker di nome Marcus si destreggia cercando di evitare e violare più controlli possibili e creando una rete nella rete (XNet) su Internet, in cui solo alcune persone possono entrare e facendo circolare informazioni in merito a come/cosa violare per mostrare al governo che i loro controlli sono inutili se violabili da un mucchio di ragazzini.
Per tutta risposta il cappio viene stretto ancora di più e il resto se volete potete leggervelo comprando il libro o scaricandolo dal sito ufficiale di Cory in lingua inglese(adoro quest'uomo, paladino delle libertà digitali) : http://craphound.com/littlebrother/download/

Ora... perché tutto questo non funzionerebbe in Italia? Avete presente la nostra efficienza nei controlli? Già siamo incasinatissimi sui controlli standard, ad esempio le indagini per le persone scomparse, i casi di omicidi irrisolti (lasciando stare la mafia), e il tutto perché in Italia si mischiano una marea di interessi contrapposti: chi vuole controllare e chi non vuole controllare, chi non vuole essere controllato ed ha agganci potenti, e fortunatamente un po' di buon senso e una legge sulla privacy (attiva anche in Europa) molto più stringente che negli Stati Uniti.
Pensate solo che negli USA è perfettamente legale che l'FBI vi perquisisca casa mentre voi siete via e possono anche farvi sapere solo settimane dopo cosa è avvenuto, siamo ai limiti del ridicolo, in pratica hanno messo in cima alla lista la protezione dello stato (e quindi del governo legittimo) sopra al popolo.
In Europa avremo molti problemi, ma almeno da quello che leggo in giro c'è sempre un certo movimento quando qualcuno attenta alle libertà e alla privacy delle persone, non ultimo il caso delle proposte di controllo del traffico internet fatte in alcuni paesi: http://news.bbc.co.uk/2/hi/technology/7854494.stm

Chiaramente la lotta contro le restrizioni è costante e continua, perché a quanto pare i vari governi proprio non vanno a nozze con l'idea che i propri cittadini siano liberi di fare quel che vogliono, o meglio: alcuni cittadini non sono d'accordo con il fatto che altri cittadini siano liberi di fare ciò che vogliono con certe cose che ai primi cittadini interessano, spesso da un punto di vista economico, e se i primi cittadini hanno il potere cercano di restringere il campo d'azione dei secondi cittadini, tutto chiaro?

Il mondo alla fine gira sempre nello stesso modo; questo libro mi ha dato la speranza che anche con tutti i controlli del mondo si potrà comunque essere liberi e violare tutto il violabile, ma mi ha anche fatto pensare che negli Stati Uniti sono messi davvero male in quanto a privacy e rispetto del singolo, poi ovviamente hanno più libertà di noi sotto altri punti di vista, e questa è la vecchia storia della botte piena e della moglie ubriaca.

Leggetelo se vi va, leggetevi anche qualcosa che riguardi la sicurezza: sicurezza informatica, sicurezza dei caveau (dove sono i vostri soldi?), sicurezza delle porte, dei sistemi di trasporto.
Dicono che l'ignoranza è un bene ma la conoscenza è responsabilità e quando apre gli occhi l'unico dramma è che poi non si può più chiuderli.

martedì 17 novembre 2009

Fatti processare

La prego, signor presidente del consiglio, faccia la brava personcina 'a modo', 'onesta' e 'rispettosa delle leggi', non ceda alla tentazione di farsi l'ennesima leggina, per il bene di tutti e per la sua dignità: si faccia processare, quale che sia l'esito finale.
Toghe rosse, toghe bianche, toghe blu, chissenefrega, ognuno ha diritto di pensarla come vuole, ma la finisca di prendere per il c*** 60 milioni di italiani.

domenica 15 novembre 2009

Italianisesciòn

Ok,
non c'entra una mazza con ciò di cui scrivo di solito, ma un momento ludico serve sempre.
Un po' di nomi di personaggi famosi italianizzati che fanno un po' ridere (o fanno figo, a seconda di come sono venuti), in cui mi sono imbatttuto più volte negli anni e che non sono mai riuscito a togliermi dalla zucca, almeno anche altri potranno goderne... o prendersela con me, accetto suggerimenti, posso sempre modificare la lista man mano che mi vengono in mente:

Tom Cruise - Tommaso Crociera (un uomo che ha venduto la sua vita a scientology)
John Travolta - Giovanni Travolta (troppo semplice, ha già il cognome italiano)
Nicholas Cage - Nicola Gabbia (Brrrr...)
Johnny Depp - Giovannino Prrofonddo (sarebbe Deep, ma storpiamolo un po')
John Holmes - Giovanni Lecci (scopro ora che il leccio è un albero)
Jude Law - Giuda Legge (una contraddizione in termini, lo sanno tutti che giuda era analfabeta)
George Walker Bush - Giorgio Camminatore Cespuglio (con un nome così vuole anche fare il presidente? Ma cammina va...)
George Clooney - Giorgio Cloonante (non ve l'aspettavate eh?)
John Locke - Giovanni Serraturae (sia il personaggio di Lost che il filosofo)
Viggo Mortensen - (un nome così figo è intraducibile, ma Viggo in scandinavo dovrebbe suonare come Guerriero o Guerrino, radice Vìg = guerra)

Whoopi Goldberg - Whoopi Montedoro (da gold = oro e berg = monte in tedesco, ma suona bene tutto insieme)
Winona Rider - Primina Cavaliere (Winona = Primogenita in linguaggio dakota)

Ed ora AU CONTRAIRE, dall'italiano all'inglese!

Valerio Evangelisti - Val Evangelists (wow!)
Giovanni Storti - John Crooks (non è preciso ma suona bene)

Valeria Marini - Val Marines (in america sarebbe nell'esercito)

giovedì 12 novembre 2009

Cancellazione = Libertà?

Sì cancellazione, termine, liberazione... di cosa sto parlando? Di siti sociali, di forum, di comunicazione e della non comunicazione, della scelta che possiamo fare tra l'una e l'altra.
Chiaramente parlare di non comunicazione in un mondo fondato sulla comunicazione pare un po' un controsenso, specialmente di questi tempi che si stanno creando ed utilizzando sempre più social network ed altre amenità sociali, in quantità sempre maggiore. Pensate però alla quantità tempo perso o speso per intrattenere tutte queste relazioni sociali, voglio farvene un elenco giusto per darvi un'idea di quante cose ci passano sotto il naso senza rendercene conto:
- accendi il cellulare e ricevi sms o telefonate
- controlli l'email
- accedi a facebook
- a twitter
- a friend feed
- entri su skype
- vai su youtube dove hai l'account per metterci i video stupidi che gli amici vedono.
- accedi su linkedin per vedere le relazioni di lavoro
- aggiorni il tuo status sui suddetti siti
- aggiorni il tuo blog
- chat su gtalk, msn, google wave, ecc ecc...
- vai su second life e intrattieni relazioni con altri avatar per qualche ora
- giochi su world of warcraft
- vita reale...

Ora, solo a leggerla questa lista potrebbe far venire mal di testa a qualcuno, altri penseranno che non hanno nulla a che farci perché usano solo uno o due di questi sistemi assiduamente, altri ancora si staranno chiedendo: ma ne uso così tanti? Se rientrate in quest'ultimo gruppo ciò che sto per scrivere vi riguarderà ancora più da vicino.

Avete mai pensato di lasciare perdere tutto?
Voglio dire, cancellare tutte le vostre tracce informatiche, eliminare i profili, sparire dalla rete in pratica.
Io l'ho pensato, e credo, spero di poterlo fare un giorno, la motivazione per questo è molto semplice, stiamo diventando sempre più schiavi dei nostri mezzi di espressione e comunicazione (e non solo) e sempre più distanziati dalla realtà della comunicazione.
Oggi pensare di non utilizzare questi strumenti è quasi follia, in quanto molte relazioni si possono intrattenere solo in questo modo, pensate solo al fatto che alcuni lavori non puoi neanche cercarli, ottenerli, senza avere un'email o un numero di cellulare.

Eppure, se pensiamo che ogni servizio in meno che usiamo è una libertà in più, forse c'è un motivo per seguire questa strada.
Perché prendersi allora la briga di cancellare le informazioni lasciate in giro? Perché altrimenti esse continuerebbero a vivere, un profilo continuerebbe ad esistere potendo essere contattato ed aggiunto e letto come se voi esisteste ancora, i motori di ricerca continuerebbero a indicizzarvi e rendervi reperibili, tutti i dati che voi avete inizialmente deciso di dare in pasto a questi mostri.
Qualcuno potrebbe ancora prendervi in giro per un video che avete creato e postato da qualche parte, o commentare su qualcosa che avete scritto sul vostro blog.
Credo sia quindi rispettoso sia nei confronti degli altri che nei propri eliminare tutte le tracce eliminabili.
Oggi questa soluzione non è praticabile in quanto molti dei maggiori social network o strumenti di comunicazione neanche hanno l'opzione per cancellare il proprio profilo, ma mi auguro che in futuro questa sarà un'opzione non solo diffusa, ma obbligatoria per ogni strumento di questo genere.

Allora... come farlo?
Io ho immaginato due strade, quella conservativa e quella distruttiva:

Conservativa

Scrivete e informate tutti i vostri contatti di ciò che volete fare, magari sentite le loro opinioni, giusto per curiosità o per interesse, e poi mettete in atto il vostro piano poco alla volta, eliminate i documenti, i video, cancellate gli amici dai profili, date loro un altro modo di contattarvi magari.
Poi una volta finito con un sito, procedete con il prossimo, finché tutti i vostri contatti non abbiano gli stessi riferimenti, magari un'email, ed eventualmente terminate anche quella. Avrete a questo punto contattato chi vi interessa davvero (e immagino che vi sarete resi conto che questi siano molti meno rispetto agli originali che avevate nelle varie liste) e lo avrete informato del vostro numero di cellulare.
Ora arriva la parte difficile, il cellulare è lo strumento che oggigiorno ci rende più schiavi della comunicazione, perché con esso siamo reperibili 24 ore al giorno o comuque per tutto il tempo in cui lo teniamo acceso, a parte i messaggi. Quelli arriverebbero comunque.
Avere la capacità di spegnere il cellulare, terminare il contratto, sarebbe un'ulteriore passo verso la libertà: solo 15 anni fa la gente comunicava solo via telefono fisso, un cellulare è più invasivo nella vostra vita di quello che pensiate.

Distruttiva

Molto più facile da mettere in pratica, anche se un po' estrema: non dite nulla a nessuno, cominciate di botto e velocemente a eliminare tutto, prima dai network su cui avete meno presenza (meglio eliminare le tracce meno conosciute prima, quando nessuno vi fa caso), fino a quelli che usate di più. Scomparite di colpo. Chi vi cercherà? Chi non si porrà neanche il problema? Non che questo sia necessariamente importante, ma potrebbe essere un esperimento.

In definitiva si potrebbero eliminare molte altre cose che ci rendono schiavi: i videogiochi, la televisione, l'auto. Probabilmente questo piano sarà più attuabile quando uno raggiunge la vecchiaia o ci si avvicina, i desideri cambiano, le forze anche, le energie pure... si vedrà, ma nel frattempo considerate l'idea: potrebbe solleticarvi il palato e magari potreste volerla mettere in pratica.

venerdì 30 ottobre 2009

Zinnocentrismo

Accendi un canale qualunque della televisione e cosa ti trovi davanti?
Un bel paio di tonde e sode rosee zinne...
Cambi canale, non perché tu sia rimasto sconvolto da questa visione, ma piuttosto perché cercavi altro da guardare (oltre le zinne)... altre zinne...

Qui un paio di cosce, là una pubblicità di tre gnocche seminude, lì un tolksciò con contorno di ballerine sgambate con costumi da spiaggia in Dicembre, il premier che pratica la zinnocrazia.
Sono l'ultimo a pensare che l'anatomia femminile sia una cosa brutta guardare, ma in questa nostra società incasinata e con gli enormi problemi che la affliggono mi viene ingenuamente da pensare che il bombardamento mediatico di tette di questi ultimi anni sia una bella trovata per fare in modo che la gente, appunto NON ci pensi (ai problemi).

Come nella miglior tradizione bellica romana (Cesare docet) o nel più machiavellico dei piani, se distogli l'attenzione dai problemi il popolo non farà altro che adattarsi e andare avanti nelle situazioni più disastrose. E' come mettere i paraocchi ai cavalli: non vedono pericolo e vanno avanti a correre anche fosse sul ciglio di un burrone.
Oggi di distrazioni, poi, ne abbiamo in quantità esorbitante: tra reality show, l'iphone, ipod, internet, youtube, facebook, tv, radio, giornali, porno, spettacoli, calcio, droghe, alcool, eQuiMiFermoPerNonDarviAltreIdeeAncheSeNeAvrei... tutto questo contribuisce ad ammazzare totalmente il raziocinio e la coscienza già vacillante dei cittadini ditaglia.

Lo zinnocentrismo ha delle varianti:
  • la variante parlata, di chi critica lo zinnocentrismo e poi lo pratica;
  • la variante praticata, di chi parla dello zinnocentrismo e lo pratica;
  • e la variante pragmatica, non lo sostengo, non lo critico, ma "Finché c'è viva il re."
Non credo che ci si possa smuovere da questa situazione con critiche costruttive, qui la questione è più subdola e intima, gioca con l'ancestrale attrazione sessuale dell'uomo maiale per la donna troia, dell'uomo per la donna, del bimbo per la mamma.

Fondamentalmente sfruttare questa debolezza umana (radicatissima nel nostro popolo: umano, umanista ed emotivo) è da gran figli di puttana, e i signori delle televisioni ci ricamano sopra perché ovviamente ne hanno un ritorno economico... e chiamali scemi.

Il concetto qui non è: se il mercato mi segue perché non devo dargli ciò che vuole? Qui il concetto è più di scelta: IO utente voglio poter scegliere tra le tette e un programma culturale e voglio anche potermi godere un cazzo di programma a sfida senza dovermi subire le letterine/veline/cappuccine di turno.
Questo dovrebbe valere per ogni televisione e gruppo: Rai, Mediaset, TMC (La 7 e MTV)

Sfortunatamente l'imbarbarimento televisivo non conosce confini, allora personalmente preferisco cercare conforto nella libertà di scelta che mi offre youtube, provo a fuggire dall'idiozia imperante ed andarmi a cercare un video intelligente da guardare o che mi dica qualcosa, che mi insegni... e già cercarlo mi rende centro attivo della fruizione dell'informazione e non passivo recettore, pigro sacco da box per cazzotti televisivi.

Spero che altre coscienze, sempre più spesso, entrino in questo maggico mondo e trovino delle novità allettanti ma intelligenti per sé stesse, che le aiutino a crescere: il buono del mare magnum di internet è che se cerchi trovi, il cattivo è che talvolta le cose sbagliate trovano te.

Scripsi.



sabato 24 ottobre 2009

Alzo zero.

Ecco qua il nuovo blog,
perché "nuovo" diranno alcuni dei miei 0 lettori?
Perché sarà almeno il 4° o il 5° che provo a creare e spero di farlo con un po' più di successo stavolta, visto che le ultime non sono andate proprio come pensavo.

Cosa non va nella creazione di un blog? Quando non si sa cosa scrivere o si pensa di voler fare sempre tutto da soli alla fine non si combina mai un cazzo.
Questa volta provo un approccio diverso, siccome sono in una fase di rianalisi pesante di tutto quello che mi sta intorno, a partire da me stesso, ho deciso di affidarmi ad una piattaforma di blogging esistente e comoda da usare. Non voglio sprecare minuti inutili a creare qualcosa che mi impegherebbe più tempo di quello che ho.

Il tempo non te lo rende nessuno, a cancellare un blog su blogger ci vogliono cinque minuti.

Ma cambiando argomento ed entrando nel tema di questa serata...

Oggi è giovedì, in onore a giove, signore della giustizia, voglio far presente a tutti quei politicanti, farabutti, incriminati per vari motivi, che farebbero meglio a fare un favore a tutta la nazione e andarsi a costituire. La politica in questo povero paese è uno schifo di corruzione, merda e tendenze mafiose, non ci sono candidati validi né da una parte né dall'altra, non ci servono pure i condannati in parlamento, levatevi di mezzo per mantenere quel poco di dignità che vi è rimasta. Un po' come ha fatto il signor Marrazzo in questi ultimi giorni, ottima scelta, ha riconosciuto di aver sbagliato e se ne è andato, bella mossa, attendo che altri seguano l'esempio.

In questi giorni di politica e scandali si è parlato molto sulle pagine di tutti i giornali, ma voglio citare Severgnini del Corriere: "L'Italia è bella, ma immobile." il testo del suo intervento è sul corriere di oggi, qui: http://www.corriere.it/solferino/severgnini/
Questo signore, giornalista di fama e di buona esperienza, ha perfettamente ragione, questo paese è una macchina rotta a bordo strada e noi guidatori siamo intorno al cadavere di metallo, a guardarlo, e non chiamiamo nessun carro attrezzi, ci lagnamo solo del fatto che la macchina si sia fermata.

Italiani: "Adunata!"
Usate quel poco di cervello che ancora avete non condizionato da Grande Fratello e reality show e incazzatevi un po' di più, poi quella rabbia mettetela a frutto così: cambiando modo di fare e di pensare, non votando ma riunendo le idee: "Che cosa dobbiamo fare perché sto paese funzioni?"

Mi ritiro ora, ho gettato un po' di bile, non sarà sempre così, ma non sopporto più l'opportunismo e l'immobilismo del bel paese, in pratica mi sono un po' rotto, parlarne, chi lo sa, potrà aiutare me e altri, d'altronde: il dialogo è fonte di evoluzione.