Vivo veramente in un paese di m.... un paese che è davvero un paese, nell'accezione più piccola del termine.
In meno di trent'anni sono riuscito a capire che questa non è una nazione, è un groviglio di persone le quali non c'entrano un cazzo l'una con l'altra, nella maggior parte dei casi cercano di fregarsi a vicenda e adorano sparlarsi dietro come le vecchie di paese.
E' un paese di 60 milioni di abitanti in cui tutti sanno tutto di tutti, adorano il divertimento dozzinale e basso, non nutrono reali speranze di miglioramento né alcun reale desiderio di tale cambiamento, reale nel senso di "mettiamoci e cambiamo le cose".
Si chiaramente ci sono sempre le mosche bianche, ma al pari di un paesello della bassa padana o degli appenini centrali, chi è diverso è messo alla gogna (mediatica, filosofica, di pensiero).
La vita comoda e semplice dell'italiano medio è divenuta la norma, leggo che i giovani stanno cominciando a "decidere" di non fare un cazzo della propria vita: non studiano, non si aggiornano, non cercano lavoro... yahoo! Nel medioevo sarebbero morti dopo quindici giorni (auguri), ma probabilmente è corretto, questo paese è fermo al medioevo... come mentalità, come scelte e metodi politici e come progresso.
E pensavo che almeno nella/e grande/i città ci fosse una mentalità differente... inutile ingenua e vana speranza, sono soltanto paesi più grossi dove i pettegolezzi sono più grossi e la chiusura maggiore e più dura.
Non è che voglia arrivare da qualche parte, questo è uno sfogo, contro uno spaccato di una realtà che mi fa schifo e mi fa vergognare di essere parte di un popolo basso e volgare.