mercoledì 1 settembre 2010

Fratelli di paese

Vivo veramente in un paese di m.... un paese che è davvero un paese, nell'accezione più piccola del termine.
In meno di trent'anni sono riuscito a capire che questa non è una nazione, è un groviglio di persone le quali non c'entrano un cazzo l'una con l'altra, nella maggior parte dei casi cercano di fregarsi a vicenda e adorano sparlarsi dietro come le vecchie di paese.
E' un paese di 60 milioni di abitanti in cui tutti sanno tutto di tutti, adorano il divertimento dozzinale e basso, non nutrono reali speranze di miglioramento né alcun reale desiderio di tale cambiamento, reale nel senso di "mettiamoci e cambiamo le cose".
Si chiaramente ci sono sempre le mosche bianche, ma al pari di un paesello della bassa padana o degli appenini centrali, chi è diverso è messo alla gogna (mediatica, filosofica, di pensiero).
La vita comoda e semplice dell'italiano medio è divenuta la norma, leggo che i giovani stanno cominciando a "decidere" di non fare un cazzo della propria vita: non studiano, non si aggiornano, non cercano lavoro... yahoo! Nel medioevo sarebbero morti dopo quindici giorni (auguri), ma probabilmente è corretto, questo paese è fermo al medioevo... come mentalità, come scelte e metodi politici e come progresso.
E pensavo che almeno nella/e grande/i città ci fosse una mentalità differente... inutile ingenua e vana speranza, sono soltanto paesi più grossi dove i pettegolezzi sono più grossi e la chiusura maggiore e più dura.

Non è che voglia arrivare da qualche parte, questo è uno sfogo, contro uno spaccato di una realtà che mi fa schifo e mi fa vergognare di essere parte di un popolo basso e volgare.

sabato 31 luglio 2010

Pensieri e magia

C'è qualcosa di magico nella capacità umana di osservare sé stessi, l'autocoscienza, nella capacità di trovare difetti dentro di sé o anche semplicemente di osservare ciò che si é e potersi commentare, come se stessimo guardando qualcosa che non ci appartiene.
Come se stessimo guardando un film...

E' un periodo dolce amaro questo, si assommano problemi e non soluzioni,
ho grandi prese di coscienza unite all'incapacità di cambiare...
sofferenze e soddisfazioni...
è la vita si potrebbe dire, ma non quando tutto avviene a brevissima distanza... così non è vita, è quasi tortura.

Altro che cambiorapido, devo cambiare nome al blog...

mercoledì 17 marzo 2010

Il Buttafuori

Voglio parlare in questa sede di una creatura pressoché mitica che popola le nostrane discoteche...
sì avete capito, quei luoghi di perdizione bui e colmi di lussuria (già sbavo) che allietano le notti insonni di tanti donzelli e donzelle nei fine settimana post lavoro/scuola/nullafacenza... voglio parlare non dei fedeli di questi moderni templi di venerazione ma dei loro vigilanti: i buttafuori.

Non considerandomi sicuramente esperto sull'argomento tendo a precisare che il buttafuorismo, neologismo da me testé coniato di cui non potrei assumermi la paternità in quanto facilmente copiabile e di cui al momento esistono 5 risultati su google... neanche uno fa in tempo a pubblicare un post...
Ma dov'eravamo rimasti... Ah! Si, il buttafuorismo quindi potrebbe essere, anzi no, è sicuramente una scienza in continuo divenire poiché numerose sono le scoperte in questo campo fatte di settimana in settimana.
Ma procediamo con ordine...

Avete mai notato come un buttafuori sia sempre alto? Anzi, sia sempre più alto di voi? Anche nel caso in cui siate un giocatore di basket alto due metri, sicuramente nella discoteca in cui andate ci sarà un buttafuori di due metri e dieci...
Ricordo una volta in cui in mezzo al marasma di culi e tette andai a sbattere di schiena contro un muro, o meglio credevo lo fosse e tastandolo mi chiesi quale muratore ubriaco avesse potuto concepire una parete così bugnosa e bozzata, e quando mi girai e alzai lo sguardo....
no lo alzai di più...
no, ancora di più: immaginatevi di guardare il soffitto...
ecco, quando alzai lo sguardo e vidi i suoi occhi specchiati guardare verso il basso, verso i miei, capii come si doveva essere sentito Davide di fronte a Golia.
Il mio Golia mi regalò un ampio raggelante sorriso quindi con ampie bracciate nuotò nella folla fino all'altra parte della sala.

I più avranno le loro personali storie da raccontare riguardo a queste figure superumane di cui sicuramente avranno almeno un'idea avendoli incontrati pure una volta nella vita, magari sotto mentite spoglie, mentre compravano i bucatini al supermercato.
Ora, i buttafuori sono di diverso tipo e numerosi, ma si possono riassumere in alcune categorie, le quali vorrei di seguito esemplificare senza pretesa di completezza ma solo per riportare alcune osservazioni che hanno guidato la mia seppur involontaria ricerca.


Il buono

Questo è un tipo di buttafuori che si incontra più facilmente nelle discoteche di provincia o in posti fuori porta: divisa standard, ben curato, sguardo truce ma senza cattiveria negli occhi, è forse il buttafuori più amichevole che potrete incontrare, infatti passandogli di fianco e facendogli un cenno è anche possibile che vi risponda, e a fine serata potrete scambiarci insieme due chiacchiere.
Il buono non sorveglia la pista, gli piace partecipare ai frutti del suo lavoro e sovente lo troverete o direttamente in mezzo a guardarsi in giro o lo vedrete attraversare i flutti umani come un barcarolo la tempesta.
Per sedare le risse usa il metodo collottola (brevettato) che consiste nell'agguantare i litiganti per il collo e muoverli come marionette fino all'uscita per poi farli sbollire a parole e ceffazze o parlando con loro per riappacificarli.
Potete immaginarlo da vecchio mentre cura le piante del suo giardino con i nipotini che gli giocano intorno e lui mostra loro il suo amore a parole e ceffazze... ah... la deformazione professionale.


Il gasato

In questa categoria rientrano la maggior parte dei buttafuori, soprattutto giovani, se non tutti; il gasato è il tipico buttafuori che potete incontrare subito fuori la bolgia con indosso gli occhiali scuri, lo sguardo da duro e l'immancabile auricolare sempre in vista... i più gasati ce l'hanno blu-tuut.
Il suo unico sogno da bambino era diventare come i suoi eroi da film: le spie, ma crescendo ha un po' mancato il tiro e al posto di gonfiare il cervello come James Bond ha preferito gonfiare i muscoli come Stallone.
Il gasato quando seda una rissa cerca di fare più casino e più scena possibile, per far capire a tutti che lui è... manco si fosse capito... il capo di quella piccola sala, un dittatore mancato. Facilmente partecipa alle risse durante o dopo averle sedate e quasi sempre trascina le sue vittime fuori dalla disco usando tutta la forza possibile pur senza mostrare fatica alcuna che invece lo stende a notte fonda.
Potete immaginarlo da vecchio mentre tremolando faticherà a sollevare il bicchiere di semolino frullato che gli verrà servito da una discinta infermiera in calze a rete e scollatura tattica per aumentare il rischio di infarto.


Il professionista

Ne potete trovare molti nelle discoteche di città, quanto più famose e 'antiche' sono più è probabile che impieghino un numero variabile di questo tipo di buttafuori. Sono coloro che hanno fatto del lavoro di buttafuori una vera e propria professione per la vita, ci fanno campare la famiglia, spesso ne hanno una, sono affidabili, poco inclini ai colpi di testa dei gasati e meno affabili o amichevoli dei buoni.
Un professionista è quello che vi serve quando siete davvero nei pasticci con una banda di truzzi maldestri e drogati, lui non si sente arrivare, non si vede quando sorveglia la pista, ma c'è... se ne avverte sempre la invisibile presenza, come un'ombra è spesso nascosto dietro colonne o appiccicato alle pareti e state sicuri che sarà dietro di voi o davanti nel caso ne abbiate bisogno/sfortuna. Diversamente dal buono non ha bisogno di farsi strada nella pista, è la pista che si apre al suo passaggio, come le acque del mar Rosso davanti a Mosè. Il professionista non mostra la sua forza, lui ha ed è la Forza.
Non si vede quando seda una rissa, infatti se siete degli scazzottari quando ve lo trovate davanti è già troppo tardi e la seconda cosa che ricorderete è di esservi trovati seduti sul marciapiede fuori dalla vostra disco preferita con un sacchetto di ghiaccio in mano.
Non potete immaginarlo da vecchio, il professionista non diventa mai vecchio, ad un certo punto semplicemente sparisce, si può pensare che la CIA ne ritiri certi modelli ma in verità nessuno sa spiegare dove finisca.


Il berserk

Questo tipo di buttafuori è tanto raro quanto pericoloso, si trova solo ed esclusivamente nelle discoteche più casinare, dove è molto facile che succedano disastri colposi con morti, feriti, e lussuria++, spesso causati da lui... tutti e tre.
Non lo vedrete mai sorvegliare la pista, in quanto sarà sempre pronto in una sala adiacente a quella in cui state ballando, consumando i resti dei tabbozzi che ha dovuto scannare la sera prima.
Non ha mai avuto sogni, solo incubi, e se avete avuto la sfortuna di vederlo in azione probabilmente dopo li avrete anche voi: quando la situazione si fa insostenibile in sala gli altri buttafuori escono e sprangano le porte, quindi se ne apre una piccola che da su un corridoio lungo, profondo e nero da cui iniziano ad arrivare suoni lugubri e cavernosi, la musica cala di volume, il tutto per esaltare la sua figura già minacciosa, poi questo mostro di due metri e sessanta per due esce dalla porticina e lancia un urlo di guerra, quindi carica la folla di rissosi e preso il più vicino lo usa come clava per pestare gli altri.
Ho visto un berserk abbracciare in una sola volta sei persone e sollevarle di peso verso l'unica porta che era stata riaperta della discoteca, quindi lanciarle fuori come un atleta olimpico di giavellotto e fargli fare un volo dagli otto ai quindici metri. Solitamente non si cura dei danzanti nella sua furia omicida quindi potreste trovarvi schiacciati sotto qualche semiumano senza neanche rendervene conto.
L'unica salvezza contro questi esseri è stare accanto alla porticina quando esce e infilarcisi dopo oppure rimanere perfettamente immobili... si dice che non vi possano vedere.
Il berserk non potete immaginarvelo da vecchio per un motivo diverso dal professionista, voi sarete già morti...e nel caso peggiore per mano sua. Si dice che alcuni di loro siano immortali e che abbiano servito generazioni di intere di danzatori del fine settimana e una volta dimessi siano andati in un altro stato per ricominciare in qualche tranquilla discoteca di provincia.


Questo termina la mia piccola disquisizione in materia, chiedo pertanto ai gentili lettori di commentare ed eventualmente aggiungere le proprie note ed esperienze a questa ricerca, saranno sicuramente bene accette ed inoltre contribuirete a migliorare la conoscenza di un essere così diffuso eppure così poco studiato.

sabato 12 dicembre 2009

Piccolo Fratello

Ho appena concluso di leggere un bel libro di "fanta"scienza scritto da un autore forse poco conosciuto in Italia: Cory Doctorow, ma conosciutissimo nel resto del mondo e definito una delle personalità più influenti del Web (per ulteriori info: http://en.wikipedia.org/wiki/Cory_Doctorow), ma andiamo con ordine.
Perché ho messo fanta tra virgolette? Perché la situazione narrata in "Little Brother" (titolo originale) potrebbe effettivamente verificarsi negli Stati Uniti di oggi e di domani, dico Stati Uniti e non nel Mondo perché credo che sia, almeno in Italia, abbastanza impossibile.
Il titolo con cui è uscito in Italia questo libro è "X" edito da Newton Compton, probabilmente tradurre letteralmente il titolo in "Piccolo Fratello" ancorché adeguato (in opposizione al Grande Fratello di 1984 di Orwell) avrebbe ricordato troppo quello schifo che si vede in televisione ogni giorno da 10 anni (!!!dieci anni!!!) e quindi molti avrebbero pensato a qualcosa di diverso da ciò che è contenuto nel libro... Non di meno, avessi avuto io la possibilità di tradurre il titolo, lo avrei comunque reso così, e chi non sa chi sia il vero Grande Fratello vada a farsi un po' di cultura, che non fa mai male.
Ordunque, la situazione che viene narrata in questo romanzo è un'america in cui la città di San Francisco viene colpita da un attentato terroristico terribile, e in seguito a questo gli USA decidono di stringere ancora più il cappio con un secondo Patriot Act che impone videocontrollo ovunque (perfino nelle classi di scuola), frequenti interrogatori a chiunque passi per strada, controllo degli spostamenti sui mezzi pubblici, sui ponti, sulle strade... ecc ecc
In mezzo a questo bailamme un giovane hacker di nome Marcus si destreggia cercando di evitare e violare più controlli possibili e creando una rete nella rete (XNet) su Internet, in cui solo alcune persone possono entrare e facendo circolare informazioni in merito a come/cosa violare per mostrare al governo che i loro controlli sono inutili se violabili da un mucchio di ragazzini.
Per tutta risposta il cappio viene stretto ancora di più e il resto se volete potete leggervelo comprando il libro o scaricandolo dal sito ufficiale di Cory in lingua inglese(adoro quest'uomo, paladino delle libertà digitali) : http://craphound.com/littlebrother/download/

Ora... perché tutto questo non funzionerebbe in Italia? Avete presente la nostra efficienza nei controlli? Già siamo incasinatissimi sui controlli standard, ad esempio le indagini per le persone scomparse, i casi di omicidi irrisolti (lasciando stare la mafia), e il tutto perché in Italia si mischiano una marea di interessi contrapposti: chi vuole controllare e chi non vuole controllare, chi non vuole essere controllato ed ha agganci potenti, e fortunatamente un po' di buon senso e una legge sulla privacy (attiva anche in Europa) molto più stringente che negli Stati Uniti.
Pensate solo che negli USA è perfettamente legale che l'FBI vi perquisisca casa mentre voi siete via e possono anche farvi sapere solo settimane dopo cosa è avvenuto, siamo ai limiti del ridicolo, in pratica hanno messo in cima alla lista la protezione dello stato (e quindi del governo legittimo) sopra al popolo.
In Europa avremo molti problemi, ma almeno da quello che leggo in giro c'è sempre un certo movimento quando qualcuno attenta alle libertà e alla privacy delle persone, non ultimo il caso delle proposte di controllo del traffico internet fatte in alcuni paesi: http://news.bbc.co.uk/2/hi/technology/7854494.stm

Chiaramente la lotta contro le restrizioni è costante e continua, perché a quanto pare i vari governi proprio non vanno a nozze con l'idea che i propri cittadini siano liberi di fare quel che vogliono, o meglio: alcuni cittadini non sono d'accordo con il fatto che altri cittadini siano liberi di fare ciò che vogliono con certe cose che ai primi cittadini interessano, spesso da un punto di vista economico, e se i primi cittadini hanno il potere cercano di restringere il campo d'azione dei secondi cittadini, tutto chiaro?

Il mondo alla fine gira sempre nello stesso modo; questo libro mi ha dato la speranza che anche con tutti i controlli del mondo si potrà comunque essere liberi e violare tutto il violabile, ma mi ha anche fatto pensare che negli Stati Uniti sono messi davvero male in quanto a privacy e rispetto del singolo, poi ovviamente hanno più libertà di noi sotto altri punti di vista, e questa è la vecchia storia della botte piena e della moglie ubriaca.

Leggetelo se vi va, leggetevi anche qualcosa che riguardi la sicurezza: sicurezza informatica, sicurezza dei caveau (dove sono i vostri soldi?), sicurezza delle porte, dei sistemi di trasporto.
Dicono che l'ignoranza è un bene ma la conoscenza è responsabilità e quando apre gli occhi l'unico dramma è che poi non si può più chiuderli.

martedì 17 novembre 2009

Fatti processare

La prego, signor presidente del consiglio, faccia la brava personcina 'a modo', 'onesta' e 'rispettosa delle leggi', non ceda alla tentazione di farsi l'ennesima leggina, per il bene di tutti e per la sua dignità: si faccia processare, quale che sia l'esito finale.
Toghe rosse, toghe bianche, toghe blu, chissenefrega, ognuno ha diritto di pensarla come vuole, ma la finisca di prendere per il c*** 60 milioni di italiani.